Ferma sul trampolino
Chissà perché, ogni volta che mi metto in testa di fare qualcosa, passa sempre un sacco di tempo dal momento in cui prendo la decisione al momento in cui inizio davvero.
Avete presente l'istante in cui ci si trova in piedi sul trampolino e si guarda l’acqua sotto di noi prima del tuffo? Bene, quell'istante per me è una fase lunghissima.
Mi succede in quasi tutto.
Penso al da farsi, rifletto, studio le alternative, preparo il terreno, riordino ogni aspetto della cosa e solo quando sono sicura e tranquilla, quando sono veramente sicura e tranquilla, quando c’è la giusta congiunzione astrale e le condizione assolutamente propizie, solo allora mi butto.
Insicurezza? In parte si, ma condita con una vorace curiosità, un pizzico di pignoleria e comunque una gran voglia di impegnarmi e far bene.
Per quanto riguarda le questioni materiali, concrete, oggettive, prima di arrivare al sodo, mi piace documentarmi e conoscere a fondo ciò che sto affrontando.
Per quel che riguarda invece le questioni personali, sentimentali, questo atteggiamento sarà dovuto al fatto che mi è successo di agire solamente d’istinto e di prendere delle cantonate pazzesche, quindi, forse per evitare (o almeno far diminuire le probabilità) di prenderne delle altre, vado con i piedi di piombo e allora valuto più a lungo le persone, ciò che provo e gli input che ricevo.
Tutto questo oltre ai lati positivi ha anche degli aspetti negativi. Infatti un’eccessiva attenzione a volte si trasforma in una perdita di tempo prezioso e in una perdita del gusto, che nonostante tutto è molto piacevole, di seguire appunto quel pericoloso istinto.
Quale è, dunque, la giusta misura?
Boh, a volte sarebbe il caso che mi lasciassi andare un po’ di più. In fondo, se non si arriva alla condizione ottima, una discreta riuscita è sempre meglio di niente e, in ogni caso, si dice che per ottenere qualcosa bisogna anche rischiare no?

4 Comments:
qual'è la misura giusta??? l'impulsività è sempre cattiva consigliera, così come la fretta,,, d'altra parte chi non risica non rosica e chi dorme non piglia pesci,,, le guerre si vincono temporeggiando, ma le battaglie si vincono con attacchi a sorpresa, repentini,,, la tempestività, il momento giusto come il posto giusto, sono doti innate e preziosissime. orsù, che dilemma, il tuo,,, magari avervi una risposta,,,
9:10 PM
in pratica rileggendo mi sono reso conto di averti scritto un commento che vuol dire tutto, ma non vuol dire nulla,,, a volte, causa la mia filosofia spicciola, mi faccio paura da solo...
9:12 PM
Come si dice..."only the braves"! Un po' di coraggio ogni tanto ci vuole, indubbiamente. Io sono come te, penso e ripenso fino alla sfinimento ad una cosa e poi non è nemmeno detto che la faccia, vuoi per pigrizia, vuoi per insicurezza, vuoi per altro... Alcune volte ho rischiato e nella maggiorpate dei casi mi sono anche presa, come dici tu, una bella cantonata; ma alla fine sono stata felice di averci provato,almeno non posso pensare: "chissà come sarebbe andata a finire se ci avessi provato...". La mezza misura credo sia impossibile da trovare; poi ogni caso è diverso dall'altro e va valutato a parte, secondo me.
Ciao!
5:32 PM
Vorrei essere capace anch'io di lasciarmi andare di più, invece di passare metà del tempo a pensare ai pro e ai contro...
2:26 PM
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